Lunedìfilm - addio anni '80 /1
Siamo sinceri. Tutti quelli che, come me, sono cresciuti negli anni '80, accompagnati da Happy Days, le Charlie's Angels, Arnold, Saranno Famosi, Mork e Mindy, i mitici cartoni - non esclusi quelli di Retecapri, assai dignitosi anch'essi - di cui è inutile stare a riportare la lista infinita (vabbè almeno qualcuno... - Anna dai capelli rossi, Pollon, Doraimon, Belle e Sebastien, Lady Oscar, Chobin, Spank...), e così a non finire, si sente una spanna sopra gli altri. Quasi ti fanno pena questi poveri bimbi cresciuti guardando dei marmocchi con gli occhi enormi e storie e disegni dozzinali. Ti fanno pena, un po', ma gliene fai anche una colpa. Non possono capire nulla, e non hanno diritto di parola. Non sono cresciuti negli anni '80.
Nei primissimi anni '90 la situazione ha iniziato ad essere preoccupante. Veri e propri miti un po' alla volta scomparivano per far posto a delle nullità . Schifezze totali.
Eppure un altro mito, appuntamento fisso del lunedì sera, resisteva, resisteva, resisteva. La sigla di Lunedìfilm. Dall'ingenua età di 9 anni - era il 1986 - ho aspettato ogni lunedì solo per questo. Arrivate le 20.30 (perché a quest'ora iniziava la prima serata, cacchio) la voce di Lucio Dalla guidava, accompagnando una fantastica chitarra elettrica, il volo di un uccello di pellicola. Erano 30 secondi intensi, che mi affascinavano in un modo incredibile. Mi sembrava che il volo di quell'uccello non potesse esistere senza quella musica e viceversa, e col suo fascino alimentava i misteriosi pensieri filosofici che spesso si fanno da piccoli. Era un momento importante e bellissimo.
Era. Perché lunedì scorso ho scoperto che la sigla di Lunedìfilm non esiste più. Anzi, peggio, se è possibile. La musica è la stessa, ma il volo dell'uccello ha lasciato il posto ad una posticcia grafica 3D che ti butta in una città indegna del peggior disegnatore del mondo, dove svolti l'angolo e davanti a un palazzo leggi la scritta EMOZIONI, fai 30 metri, giri a sinistra e sbatti contro i SENTIMENTI e così per un mezzo interminabile minuto. E intanto la musica va, e Dalla canticchia il suo du-bi-du-dà , inconsapevole dello scempio.
Sono caduta nella più totale e tetra disperazione. Sono corsa a cercare su internet una riga che mi spiegasse perché, perché lo avevano fatto. Niente. Silenzio. Non ho nemmeno trovato un'immagine con un fotogramma della sigla, magari quello finale, con quella bellissima scritta. L'avrei messo sul blog a imperitura memoria e sarei andata a riguardarlo nei momenti di sconforto, ma niente. Se lo trovate, vi prego, mandatemelo.
Quello che mi fa incavolare di più, oltre alla cosa in sé, è che mica hanno deciso di cambiare tutto. "Ok, saremo pur entrati negli anni 2000 per far qualcosa di nuovo." Avrei pianto lacrime amare, ma avrei accettato prima o poi. E invece no. Sapendo di fare una boiata assurda, non hanno resistito a farla per intero e si sono limitati a cambiare le immagini, lasciando immutata la musica, con un 'restauro' di quelli contro i quali Sgarbi lancia i suoi strali, perché era del tutto inutile e ha avuto un effetto devastante. Hanno creato un mostro bicefalo, perché è ovvio che le due cose, la musica e le immagini, non potranno mai e poi mai andare d'accordo.
Così, ogni lunedì è una pugnalata al cuore. Assassini.